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Tutti protestano, ma nessuno scende in piazza

si scende in piazza Negli ultimi tempi i telegiornali e la stampa ci documentano  milioni di persone scendono in piazza per protestare, da Sofia al Cairo, da Istambul a Rio de Janeiro, ma nel nostro Paese non succede nulla.

Quello che accomuna tutte le piazze in rivolta è che non ci sono leader che guidano le folle, non hanno partiti o associazioni di categorie come punto di riferimento, non ci sono bandiere dello stesso colore, ma solo striscioni su quali c’ è scritto il malessere di una società o quello che vorrebbero per tornare a sorridere.

Nonostante non si riesca a fare un discorso senza sentire proteste e rivendicazioni, non passa secondo che non ci sia postato su Facebook, Twitter o Google+, grida di rivolta o di denuncia di quello che non funziona, in Italia non si vede neanche l’ombra di manifestazioni di protesta della portata di quelle che si svolgono in tutto il mondo.

Probabilmente, come qualcuno afferma, “non tocchiamo la fame vera, quella che non ti fa arrivare alla fine del mese, non ti permette di andare fuori a cena, non ti permette di pensare a cambiare il cellulare di ultima generazione” Ovviamente so benissimo che c’è gente in queste condizioni, ma ancora una piccola minoranza che non è sufficiente ad organizzarsi per dimostrare.

Altri imputano l’immobilismo nella mancanza di “qualcuno da seguire”, un leader, un capo popolo, un partito o un’associazione sindacale. Forse il punto è soprattutto questo …. gli italiani sono da sempre abituati a seguire qualcuno, partiti di massa o associazioni sindacali sono gli unici che hanno portato folle numerose in piazza a protestare.

Proteste comunque incanalate e in automatico di parte, sinistra contro destra, operai contro padroni, ultraliberisti contro conservatori, ma sempre comunque a rappresentare una fetta di popolazione.

La mia è una semplice riflessione, uno spunto per un dibattito, per capire se nel nostro Paese non ci sono le motivazioni, e per questo nessuno scende in piazza, oppure da troppo tempo siamo abituati a farci guidare, a fare il “gregge” e ci manca il “pastore” che guidi.

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