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Quote latte, facciamo chiarezza

quote latte

CRONISTORIA. L’ammontare delle multe non riscosse per la questione delle quote latte è complessivamente di 4,4 mld di euro dal 1988 al 2008.
Dal 1983 al 1993, l’Italia assommò multe per circa 1,8 miliardi di euro e nel 1994 e lo splafonamento fu addebitato alla cattiva gestione di Unalat, le multe cancellate a tutti i produttori con l’avallo delle organizzazioni di categoria. Fu una decisione approvata e condivisa da tutti e la Lega quasi neanche esisteva.


Dal 1995 al 2008 il gettito di multe non riscosso è di 2.537 miliardi di euro di cui una parte consistente è stata oggetto di sanatoria attraverso due diverse rateizzazioni. La prima di Gianni Alemanno (legge 119/2003), il ministro delle
politiche agricole che fece digerire a Bruxelles un’operazione altrimenti definibile come un aiuto di Stato.
La seconda di Luca Zaia (legge 33/2009) che negoziò, nelle vesti di ministro alle politiche agricole, l’aumento istantaneo della quota produttiva assegnata all’Italia dando la possibilità, per gli splafonatori irriducibili, di aderire ad una seconda rateizzazione delle multe.
Tra le due operazioni c’è una differenza sostanziale: la prima, quella di Alemanno, è una sanatoria mentre la seconda è una rateizzazione con tanto di interessi da pagare (per cui Zaia venne duramente criticato proprio dai Cobas e Milk Warriors). La sanatoria Alemanno prevedeva la rateizzazione in 14 tranche da pagare a interessi zero per le multe nelle campagne comprese dal 1995 al 2001. La rateizzazione Zaia era sul prelievo supplementare relativo alle campagne lattiere fino al
2008/09, comprensivo di una quota interessi, da onorare in rate in numero variabile, fino a un massimo di 30, per somme non inferiori a 25.000 euro.

I NUMERI. In base a dati Agea di fine 2012, estrapolati dalla relazione che l’Agenzia ha fornito alla Corte dei conti e dalla relazione che la Commissione Ue ha fatto al Consiglio europeo, alla rateizzazione delle multe prevista dalla legge 119/2003 hanno aderito circa 15.000 aziende, per un totale di 346 milioni di euro di debito complessivo rateizzato, a fronte di un totale di aziende multate tra il 1996 e il 2001 pari a 23.141, per un importo in multe complessivo pari a 1.386,5 milioni di euro. Quindi, l’adesione alla sanatoria Alemanno è stata di circa i 2/3 delle aziende debitrici, per poco più di 1/4 del prelievo supplementare totale. Il restante terzo dei produttori, 8.141 allevatori, ha preferito proseguire il contenzioso.

Altri 1.900 produttori hanno rinunciato al contenzioso pagando il dovuto. In termini di importi, la quota del debito degli allevatori che non ha deciso di rateizzare per il periodo 1996/2001 ammonta a 1.040 mln di euro. Ad essi si aggiunge l’importo complessivo di multe maturate tra il 2002 e il 2008/2009, pari a oltre 1.151 milioni di cui ancora da riscuotere sono 926,54 milioni di euro; a questi si applica la legge Zaia, a cui hanno aderito centinaia di produttori per 86
milioni di euro di multe rateizzate.
Ad oggi, secondo calcoli Agea, il totale complessivo delle multe ancora da riscuotere, dal 1995 al 2008, ammonta a 1.585,57 milioni di euro.


LA LEGA NORD E LE QUOTE LATTE. Oggi si continua a sostenere che il Carroccio ha tutelato e tutela i Cobas del Latte per aiutarli a non 
pagare le multe, falso: nel corso degli anni, a seguito di passaggi complessi che ci vorrebbe un libro per raccontarli, dai Cobas esce un gruppo di alcune centinaia di splafonatori duri e puri (non arrivano a mille) che non ha mai preso in considerazione la possibilità di mettersi in regola approfittando delle due leggi (Alemanno del 2003 e Zaia del 2009) che hanno offerto la possibilità di rateizzare le multe rimanenti che ad oggi ammontano a 1,5 miliardi. Tra di loro ci sono allevatori che le multe non le stanno pagando non perché tutelati politicamente dal Carroccio ma perché hanno legittimamente deciso di seguire la via giudiziaria e hanno ottenuto le sospensive da parte del Tar e dei tribunali ordinari: da questi Agea non può pretendere alcun pagamento.

Per quanto riguarda la legge Zaia, la scadenza del versamento della prima rata era stata fissata in media per il 30 giugno 2010, ma due successivi provvedimenti l’hanno differita, prima al 31 dicembre 2010 e, poi, al 30 giugno 2011. Gli slittamenti del termine di pagamento hanno riguardato anche il versamento dell’ottava delle 14 rate della rateizzazione Alemanno. La proroga delle due scadenze è stata voluta e ottenuta dalla Lega Nord, ma lo stop al pagamento delle rate interessa chi alle rateizzazioni ha aderito e non, come erroneamente riportano da molti giornali, chi a quelle operazioni non ha aderito. Gli
irriducibili, i Cobas del latte e Milk Warriors, contestatori della prima ora del sistema quote hanno preferito continuare nel contenzioso giudiziario e, per costoro, le azioni della Lega non hanno alcun effetto. Anzi, semmai l’effetto è deleterio, perché il Carroccio politicizzando la questione, ha trasformato una battaglia amministrativa in una querelle politica.
Per altro, va aggiunto che la Commissione Europea ha chiesto spiegazioni in merito alla proroga del versamento della rata solo per coloro che avevano aderito alla formula Alemanno (legge 119/2009), in quanto, essendo essa stata concordata con il Consiglio europeo senza interessi (nella decisione 16 luglio 2003), prevedeva esplicitamente un piano di rientro senza rinvii del debito pregresso. E ogni proroga sarebbe altrimenti configurabile come aiuto di Stato. Infine, la maggioranza dei 25mila produttori di latte hanno scelto di rateizzare le proprie multe usando le leggi volute da due ministri del centrodestra e pagano secondo le scadenze previste dalle norme.

  • perchè queste cose non vengono dette una volta per tutte in tv ??? mi auguro lo si faccia presto

    renato

    5 febbraio 2013

  • a parte il copincolla di chiarello sei andato molto vicino alla verità. Bastava aggiungere che unalat aveva gonfiato i dati ,che catania e c. avevano dato ordine nel 95 di dare quote a cani e porci e non a chi aveva vacche per 6 milioni di quintali,che la commissione lecca ha imputato a sindacali ministero e aima la malagestione del sistema quote,che il col. messina nel 2003 ha detto che lo splafonamento è dovuto al latte estero importato e italianizzato, che alemanno con la rateizzazione della 119 ha creato un danno erariale di 1.386.000.000 di euro,che dal 2003 al 2008 le multe di 15000 allevatori si sono concentrate su 1000 grazie a leggi e pratiche illegittime,e che i carabinieri hanno scoperto il vaso di pandora con le indagini delegate dalla procura di roma . Senza dimenticare gli sperperi e gli intrallazzi dei dirigenti agea e sin emersi da indagini giornalistiche di italiaoggi e espresso

    paolo

    5 febbraio 2013

  • Ho cercato di fare il mio meglio per ricostruire una vicenda sulla bocca di tutti, a quanto pare, ma ci vorrebbe un libro intero per raccontare tutto:

    Stefano Fantinelli

    5 febbraio 2013

  • Insomma,gli allevatori sempre in regola sono arrabbiati con la lega nord xchè difende i cibate del latte. Questi ultimi sono arrabbiati con la lega xchè non li abbiamo difesi.Oltre al danno,la beffa.

    Pampaloni massimili

    5 febbraio 2013

  • Comunque ti muovi scontenti qualcuno, l’importante è fare le cose giuste e non quelle di convenienze

    Stefano Fantinelli

    5 febbraio 2013

  • Un ultima annotazione : c’e’ un indagine dei Carabinieri che afferma che le quote latte prodotte legalmente sono addirittura inferiori alle quote assegnate .dall ‘ Ue . Ma i presidenti di camera e senato si guardano bene da tirarle fuori dai cassetti . Perche’ si scoprirebbe chi produce legalmente e chi ha solamente le quote solo sulla carta . In passato hanno fatto risultare una stalla in Piazza Navona a Roma . Come puo’ essere vero ? Concludendo quando importeremo latte da Cina o solo latte in polvere, ci renderemo conto dei danni che abbiamo fatto a noi stessi ed ,ai produttori reali di latte ,

    stefano Pistolato

    5 febbraio 2013

  • comunque dall’indagine è emerso che l’italia non deve pagare nessuna multa all’ue, perchè in base alle vacche presenti in italia non si ha mai splafonato!

    maurizio

    5 febbraio 2013

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