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Prodi lanciato verso il Quirinale

Romano Prodi Dopo lo stallo per la formazione del Governo e la conseguente nomina dei 10 “saggi” da parte di Napolitano, ora la priorità è diventata l’elezione del Capo dello Stato, prevista in prima seduta il 15 aprile. Berlusconi l’ha sempre messa come pregiudiziale nei colloqui con Napolitano ed i successivi con Bersani, incaricato dal Capo dello Stato di verificare la possibilità di una maggioranza in parlamento per un suo mandato, per perorare un candidato moderato e non di sinistra. 

Ora anche il segretario del Partito Democratico pare essere convinto: «La priorità ora è l’elezione del presidente della Repubblica», come evidenzia Lettera43 nell’articolo Prodi potrebbe essere l’asso di Bersani per il Colle .

Al nuovo Capo dello Stato viene demandato, a questo punto, l’incarico di cercare di formare il Governo, che non pare avere i numeri sufficienti per vedere la sua nascita, e per questo diventa fondamentale chi siederà al Quirinale dopo l’elezioni delle camere congiunte di metà aprile.

Si fa sempre più strada il nome di Romano Prodi, quello che nel 2006 sconfisse l’odiato Berlusconi, che indiscrezioni dicono non dispiaccia neanche al Movimento 5 Stelle. Il professore bolognese potrebbe così ridare la fiducia a Bersani, incaricandolo di nuovo a cercare i numeri per un Governo che magari vada in parlamento, sopratutto al Senato, a verificare se ci sono le condizioni, con la complicità di una pattuglia di grilli che i dirigenti del PD continuano a chiamare” responsabili”.

Ovviamente quello di Prodi è un nome che non viene digerito dal centro destra, che dopo due personalità di sinistra alla presidenza di Camera e Senato, vede come fumo negli occhi un uomo di centro sinistra come Capo dello Stato. Prodi sarebbe un nome di rottura con il Pdl, con la possibilità di Governo di larghe intese e la fine dell’esperienza Monti, che ha visto il Pd sostenere il governo assieme a Berlusconi.

“A Roma sono impegnati in bizantinismi, ci sono queste trattative estenuanti per formare una maggioranza che non c’e’ a cui io guardo con preoccupazione ma non perché’ la Lega sia interessata a entrare nel governo come qualcuno scrive o a fare giochi strani.” ha dichiarato Roberto Maroni per chiarire la posizione della Lega Nord

La sensazione, nonostante l’esito del voto, è che non si sia capito la voglia di cambiamento che si respira tra gli italiani,  alcuni partiti, Pd in primis, pensino solo al loro interesse di parte e non a quello dell Paese.

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