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La Politica non ha cultura social

blogUne mese fa gli italiani sono andati alle urne per il rinnovo del Parlamento Europeo e di Consigli Comunali, un mese fa si è conclusa la campagna elettorale, un mese fa si è concluso il bombardamento di spot, manifesti, comizi e “comunicazione” sui social dei candidati, dei partiti e dei supporter.

Sicuramente qualcuno più competente di me farà l’analisi di queste campagne elettorali, verificherà dati di penetrazione, l’engagement, i risultati di conversione, l’efficacia dei banner piuttosto che dei video o degli stati.

Quello che è sotto gli occhi di tutti è che son spariti tutti o quasi tutti, che dal giorno dopo le elezioni la comunicazione non esiste più, che l’elettorato lo andranno a cercare un mese prima delle prossime elezioni, che la comunicazione bidirezionale è un bel termine che riempie la bocca solo in campagna elettorale.

Lavoro sui social quindi parlo in particolar modo di questo settore e parlo della stragrande maggioranza dei candidati/politici, ci sono fortunatamente belle eccezioni, giusto per mettere in chiaro che non voglio fare di tutta un’erba un fascio.

La Politica non ha cultura social!

La Politica, tranne poche eccezioni, usa i social network come megafono, come una plancia elettorale dove incollare un manifesto, fa comunicazione unidirezionale in poche parole, fa comunicazione vecchia.

Al Social Media Marketing Day,sia l’hanno scorso che quest’anno, erano presenti responsabili di grande aziende, come Vodafone, Tim, Wind, Trussardi, solo per citarne alcuni, ma di responsabili comunicazione politici neanche l’ombra.

Se aziende di quel calibro, che fatturano milioni di euro, che fanno della comunicazione la loro fonte di vita, partecipano all’evento organizzato da Andrea Albanese, per capire come i Social si integrano con i temi online, per capire cosa fare per sfruttarli al meglio, per capire cosa è utile per la propria azienda, perché la politica è assente?

David Axelrod, spin doctor della Campagna elettorale che ha portato Barack Obama alla rielezione a Presidente degli Stati Uniti, in un’intervista alla NBC diceva che la vera comunicazione inizia il giorno dopo alle elezioni.

Facebook, Twitter, Google Plus, apparentemente non hanno costi, sono considerati facili da gestire, quindi alla portata di tutti …. dal candidato al Parlamento Europeo al candidato al Consiglio Comunale del piccolo comune.

Abbiamo visto nascere come i funghi pagine e account dei candidati, pochi mesi prima delle elezioni, ora abbandonati al loro destino, senza aggiornamenti, senza risposte ai commenti (quelle erano poche anche in campagna elettorale) ed in balia dei post dei troll (quelli non si fermano mai).

Ora il nulla, mi ripeto tranne poche eccezioni.

La comunicazione sui social va coltivata, giorno dopo giorno, si deve dialogare con il proprio elettorato per fidelizzarlo,  lo si deve rendere partecipe del lavoro svolto e delle iniziative che si intraprendono, si deve rispondere alle domande, si deve recepire gli spunti.

La comunicazione va fatta TUTTI i giorni e non solo in campagna elettorale, vanno usati i vari strumenti social in maniera diversificata perché non sono tutti uguali, bisogna studiare ed informarsi per le continue evoluzione di questi strumenti.

Solo chi seguirà questa strada sarà pronto per la prossima occasione elettorale e non sarà una meteora che apparirà solo per “raccattare” voti, ma avrà il consenso per il lavoro svolto quotidianamente, perché avrà fatto capire la propria proposta politica e la propria “mission”

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