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Il PD sceglie Prodi per salvare il partito e affossare l’Italia

Romano Prodi Dopo aver immolato Franco Marini, candidato per il primo voto per l’elezione del Capo dello Stato, nel tentativo di un accordo con il centro destra, Bersani ed il PD, riunito alle 7.00 di mattina in conclave, tirano fuori dal cilindro il nome di Romano Prodi. Ha prevalso la logica di salvare il partito, dilaniato in questi giorni dai renziani e non solo, scegliendo il nome del professore di Bologna.

Con questa mossa il PD mette in un angolo la possibilità di dialogo con il centro destra, la possibilità di iniziare un cammino verso la costituzione di un Governo di “larghe intese” e continuando a sperare, come ha fatto fin ora Bersani, di trovare un appoggio da parte del M5S, che ha il nome di Prodi tra i 10 candidati usciti dalle #quirinarie

Sicuramente nella scelta dei democratici ha prevalso la logica di ricompattare, momentaneamente, il partito piuttosto che un discorso di prospettiva per il Paese. Dopo il tentativo di dialogo con il centrodestra ha prevalso di nuovo la logica delle sirene verso i grillini, spinti anche dalla base di sinistra che in questi giorni si è mobilitata per perorare questa causa.

Ha vinto sicuramente la logica di autoconservazione del Partito, che mai come ora si trova spaccato e con lotto intestine. Ora si guarderà a Grillo con occhi speranzosi, di un possibile Governo di minoranza con appoggio esterno dei grillini, ma sotto scacco proprio del partito del comico genovese, che a questo punto diventano i veri “padroni” della prossima politica che deve dare risposte al Paese per superare una crisi che ha messo in ginocchio imprese, operai, pensionati e liberi professionisti.

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