Your browser (Internet Explorer 6) is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this and other websites. Learn how to update your browser.
X

Il PD è morto, il Congresso aperto è la conferma, Matteo Renzi il becchino

Matteo Renzi Da giorni leggiamo della diatriba interna al Partito Democratico per le regole del futuro Congresso per l’elezione del Segretario che dovrà essere il successore di Epifani, segretario di transizione del dopo Bersani.

Da una parte Matteo Renzi e le sue truppe che vogliono il congresso aperto a tutti, dall’altra il ritorno di fiamma di Pieluigi Bersani che vuole il voto solo agli iscritti PD

Nell’era della partecipazione dal basso, del’apertura alla “società civile”, sembra che la tesi del Congresso aperto sia la più democratica, quella che permetterà il rinnovamento, quella di una medicina che permetterebbe ad un Partito, dato vincente fino a dicembre scorso e che poi non ha vinto le elezioni politiche, di riprendere vigore.

Il Segretario di un Partito è quello che rappresenta il Partito, cosa diversa dal candidato Premier, quello che ne sancisce l’unità di sintesi delle varie anime interne, quello che ha titolo di gestire la linea politica uscita vincente dal Congresso con la sua elezione.

Il Segretario eletto da chi non ha tessera, da chi dichiara che è di quella parte, ma senza averne la certezza, dalle truppe cammellate assoldate da quel capo corrente che così vede prevalere una posizione magari minoritaria all’interno degli iscritti, è un Segretario con pieni poteri per guidare un Partito?

Oppure è solo un’operazione di marketing, che nel primarie scorse aveva aumentato il consenso fin a far supporre una vittoria schiacciate?

La sensazione è che il Partito di massa, quello con tanti iscritti, che fa le Feste, quello che ha un filo diretto con i suoi amministratori, è in liquefazione e per non vederlo morire definitivamente si fa un’operazione di facciata facendo votare chiunque passa dal gazebo, versa due euro e fa una croce su il nome del futuro Segretario.

In questa maniera si tiene in piedi un Partito, a livello di consenso, aprendo alla “società civile”, ma poi saranno sempre le segreterie a decidere le posizioni politiche future, infischiandosene bellamente di quello che pensano i presunti elettori democratici che hanno votato al Congresso aperto.

Abbiano il coraggio di dire che vogliono andare verso il modello USA … comitati elettorali che nascono e muoiono ad ogni elezione, che si possono chiudere le sedi, una volta luogo di incontro degli iscritti e non certo degli elettori delle primarie e dei Congressi aperti, che ha più valore un sondaggio che la posizione di un amministratore locale.

Il PD come partito è morto, il Congresso aperto è l’operazione di facciata per non farlo capire a tutti, ma anche l’evidente conferma, Matteo Renzi il becchino che vuole accompagnarlo all’ultimo saluto. 

 

Commenta la notizia  

nome*

email*

sito web

Invia Commento