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Dopo due giorni di teatrino: “Ora fatti non pugnette”

Assessore CanginiDopo il giuramento davanti al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il Governo Renzi si è presentato, prima al Senato poi alla Camera, per ricevere ed ottenere la fiducia. Avremo modo e tempo per entrare nel merito del programma esposto e della sua effettiva realizzazione, oggi voglio analizzare il “teatrino” andato in onda in questi due giorni nei due rami del Parlamento.

Abbiamo visto un Renzi che, mano in tasca mentre parlava ai Senatori, rompe gli schemi del protocollo istituzionale, che più che parlare a chi siede sugli scranni di Palazzo Madama parla alla gente che ne sta fuori, con un lessico comprensibile a tutti come fosse l’uomo della porta accanto.

Nulla è lasciato al caso, come si vuol far credere alla gente comune, si è passati dagli abiti grigi, camicia azzurra di ordinanza e cravatta in tono dell’era berlusconiana, che aveva contaggiato tutte le forze politiche sulla via della comunicazione non verbale tanto cara ai seminari della Finivest, ora c’è l’abito scuro con la camicia bianca immacolata, ormai un must di chi vuol fare politica.

Poi una sequela di interventi di breve durata, dal minuto ai cinque spettanti secondo la grandezza numerica del gruppo di appartenenza, dove l’intento era quello di dimostrare  “Come sono bravo io” su temi specifici, solo per avvalorare la presunta competenza dell’oratore e ancora di più la lungimiranza su quel tema.

Discorsi che rimarranno solo nei resoconti stenografici, sbandierati sul territorio per auto incensarsi con il proprio elettorato e appuntarsi come una medaglia nel nome della coerenza di pensiero, ben sapendo che rimarrà tutto nei cassetti del Parlamento.

Poi abbiamo visto i grillini che non sono più i “cittadini” mandati ad aprire come una scatoletta il Parlamento, ma dopo i corsi di PNL imposti dal Guru Casaleggio, li vediamo intervenire alla Camera con la giusta gestualità, tono di voce, modulazione delle parole. Peccato, prima potevano essere anche folcloristici mentre ora sono uniformati e magari al prossimo corso di comunicazione diventeranno anche spontanei.

Tutto questo teatrino, compreso chi aveva sbandierato su tutti i media la NON fiducia per rimangiarsela in Aula per ragion di Stato (Partito Democratico), era anche dettato dalle imminenti elezioni europee e la campagna elettorale è iniziata fuori e dentro le istituzioni.

Bene, bravi, avete svolto il vostro compitino, ma ora è tempo di lavorare perché c’è un Paese da salvare, l’Assessore Cangini, che tanto abbiamo apprezzato a Zelig, avrebbe detto “Ora fatti non pugnette” 

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