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Cosa succede dentro la Lega Nord

Roberto MaroniIn questi giorni è su tutte le prima pagine, cartacee e web, il “dissenso” all’interno della Lega Nord evidenziato dai media in particolare a Pontida e a Padova, dove si è svolto il Consiglio Nazionale della Liga Veneta. Non voglio entrare nel merito, non sono veneto e non conosco a fondo le situazioni che hanno portato allo scontro, anche fisico, ma analizzare l’evoluzione di un Movimento che ha intrapreso una via di cambiamento interno.

Le inchieste che hanno coinvolto la Lega Nord l’anno scorso, i casi Belsito, Mauro e Bossi in particolare, e le conseguenti dimissioni del Segretario federale, nonché fondatore e padre del Carroccio, hanno impresso una svolta epocale dopo 21 anni di guida del Movimento da parte del “Capo”, nome che usano tutti i militanti in segno di affetto verso Umberto Bossi.

Non si può non partire da questa svolta per cercare di capire quello che sta succedendo ora. La Lega per la prima volta si è trovata a Congresso con un candidato alla segreteria che non fosse Bossi, per la prima volta ci si è resi conto che il condottiero di Cassano Magnago non sarebbe stato alla guida del movimento … come era sempre stato. Due giorni di Congresso dove si è parlato di programmi, di prospettive, concluse con il voto di un Segretario, Roberto Maroni, e di un programma politico votato quasi all’unanimità, con solo 3 o 4 contrari.

I malumori e i dissensi esistevano anche nella Lega a guida Bossi, forse in forma più ridotta, ma alla fine il “verbo” di Bossi metteva d’accordo quasi tutti. Forse perchè nessuno osava contestare in maniera forte la line politica di chi ha guidato per  i mari burrascosi della politica il movimento negli ultimi 20 anni, forse perchè a volte non tutti capivano, ma avevano una fiducia incondizionata su Bossi e spesso si sentiva “non so se è giusto, ma se lo dice Bossi …”

Ora la guida è diversa, non dico migliore o peggiore, ed a Maroni bisogna riconoscere il coraggio di aver preso in mano un’eredità che farebbe tremare i polsi a chiunque.  La Lega ha cambiato volto sicuramente sotto la guida di Maroni, ha cercato di dialogare anche con un potenziale elettorato che non fosse la base storica del Carroccio, ha lanciato l’idea di diventare il partito egemone del Nord, ha sviluppato l’idea di Padania in Prima il Nord, una macro regione europea che mantiene in se le parole d’ordine “padroni a casa nostra” in linea con l’articolo 1 dello statuto della Lega Nord.

All’ora che è successo per arrivare ad un dissenso così evidenziato dai media?

C’è sicuramente chi non si è rassegnato al cambio di Segretario e cerca con tutti i mezzi di moltiplicare, complice i media, il fragore della protesta per poter dire ” era meglio con Bossi “. C’è sicuramente il rimpianto di un risultato elettorale, nelle politiche del 24 e 25 febbraio scorso, non esaltante, anche se bilanciato da una vittoria politica con l’elezione di Maroni a Presidente della Regione Lombardia nodo centrale per il progetto della macro regione, punto cardine votato al congresso del 1 luglio 2012. Ci sono sicuramente, inutile negarlo, anche contrasti personali mai assopiti ed “amarezza” per una non candidatura o non rielezione.

Sicuramente, però, c’è da capire che il dissenso non si fa su Facebook o Twitter, che seppur sanguigni i militanti hanno organi di riferimento dove portare le loro istanze, segreterie comunali, provinciali, nazionali e federale. Che cercare di ampliare il fragore del dissenso, sopratutto sui social o a favore di telecamere, non fa altro che creare un danno alla Lega Nord.

Visto che tutti, in primis i contestatori, si dichiarano leghisti e non “bossiani” o “maroniani” … che si pensi bene a quali sono le azioni che danneggiano il Movimento, perchè il continuare così non fa che confermare che gli interessi son personali e non della Lega Nord.

  • I Veri Leghisti capiranno che dobbiamo andare tutti in un’unica direzione…..Fare una grande Macroregione del Nord!!!!

    Andrea Spettoli

    18 aprile 2013

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