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Comunicazione & Politica: il web la fa da padrone, ma si investe soprattutto negli uffici stampa

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Politici 2.0 che si vantano dei followers di Twitter o Instagram, dei seguaci sulle Pagine Facebook, ma poi vai a guardare bene la loro comunicazione ed è ancora concentrata in massima parte verso la carta stampata.

Basterebbe analizzare i dati per capire che il “mondo” è cambiato, che la gente è sempre più connessa a qualsiasi età!

I dati sulla total digital audience di Audiweb nel mese di marzo 2016 sono stati 28.3 milioni gli italiani dai due anni in su che si sono collegati a internet dai device rilevati (PC, smartphone e/o tablet), online complessivamente per 50 ore e 48 minuti in media per persona.

Nel giorno medio sono stati 21.4 milioni gli italiani che si sono collegati almeno una volta a internet, dedicando alla navigazione circa 2 ore e 10 minuti in media.

Mettiamo a confronto i dati di vendita dei quotidiani, sono meno di 4 milioni ogni giorno, in teoria non c’è confronto.

Se è anche vero che il quotidiano viene letto da più persone, ad esempio quello che troviamo nei bar, questo dato dovrebbe far riflettere su un punto: nelle istituzioni ed in politica ci sono enormi uffici stampa, con risorse economiche ed umane notevoli, mentre il team digitale viene spesso considerato marginale.

Un’allocazione di risorse che dovrebbe cambiare, per consentire di intercettare l’interesse dei cittadini che sempre di più utilizzano il web per informarsi e/o crearsi un’opinione, anche perché il web ha un ritmo di crescita enorme. Basti pensare che la televisione ha impiegato 13 anni per raggiungere un pubblico di 50 milioni  di persone, mentre Facebook l’ha fatto in pochi mesi.

La rete dovrebbe essere “appetibile” non solo perché ha un vasto pubblico ed in costante crescita, ma anche perché è ormai uno dei canali più utilizzati per informassi sulla politica: nel 2008, quando l’utilizzo del web era meno diffuso, un sesto degli italiani ha dichiarato di aver consultato i siti politici nel corso della campagna elettorale e il 7,6% ha citato la rete come uno dei canali utilizzati per compiere la propria scelta di voto. (CENSIS 2008)

Inoltre un’analisi condotta da Google sulle ricerche effettuate in periodo elettorale in alcuni paesi ci dice che il 40% di tali ricerche è relativo ad argomenti politici.

La diffusione sempre maggiore della rete e la rapida evoluzione dei comportamenti degli elettori impongono un ripensamento del “sistema” comunicazione della politica: i politici devo smettere di dare importanza solo alla rassegna stampa cartacea e dotarsi di una struttura digitale!

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